Partendo dal passo di Calvino, abbiamo voluto contrapporre le due visioni della città: la vecchia, su cui tutto si regge (rappresentata dal tempio in basso) e la nuova, caratterizzata da una sorta di monotonia ed edifici che non riescono a dare una chiara identità alla città (i prospetti in fila).
Come dice Calvino, il visitatore è abituato a lodare la vecchia città e non riuscire a vedere nulla di bello in quella attuale.
Da qui la visione di un nuovo scenario possibile, quello del palazzo vita. Tutto parte dal basso: un parco costeggia la ferrovia e attraverso un sistema di risalita si arriva al palazzo. Come per il parcheggio, viene riproposta una banda attiva, all’interno della quale sono disposti degli ascensori che permettono l’accesso a tutti i visitatori nella parte più alta dell’edificio. Seguendo le tue indicazioni, il lato piccolo è stato trattato in maniera da essere anche un elemento di coronamento.
Stilisticamente torna il tema dei pixel: prima proposti negli “edifici anonimi”, poi si trasformano nell’unico elemento che dà colore al palazzo (è un murales di Alberonero). Utilizzando come metodo comunicativo il fotomontaggio, è stato possibile sovrapporre-incastrare-unire le diverse visioni che si hanno da o verso il palazzo (la parte che raffigura il centro storico in realtà non si trova nella posizione in cui è nella tavola, ma sarebbe la visione che si ha – più o meno – dal palazzo vita stesso).

C.Buscemi. @_chiarab E.G.Consiglio @enricagaiacons 

Questo è il secondo lavoro della serie UTθPIA. É stato realizzato dalle ns. Due tirocinanti (studentesse) Enrica Gaia Consiglio @enricagaiacons e Chiara Buscemi@_chiarab__ . Abbiamo chiesto loro un’interpretazione su uno dei tanti luoghi inespressi della città di Agrigento. Simbolo della speculazione edilizia degli anni 70 e di un modo di costruire e progettare totalmente avulso dalle peculiarità del contesto che lo circonda.

Scroll to top